Ogni molecola, una volta formata, occupa una configurazione elettronica definita. Gli elettroni di legame, con il loro moto orbitale e il loro spin, determinano un momento magnetico: la risultante dei campi generati è una firma elettromagnetica specifica e ripetibile, il correlato energetico dell’attività della molecola.
Su questa grandezza misurabile si concentra la ricerca da cui nasce H.I.T. L’ipotesi, indagata in quasi vent’anni di studi sulle interazioni tra campi elettromagnetici e fisiologia, è che riprodurre tale risultante su un substrato fisico basti a indurre in un bersaglio sensibile la stessa risposta funzionale della molecola, indipendentemente dalla sua presenza chimica.
Oltre all’azione per «imitazione», la tecnologia può indurre segnali che ossidano o riducono selettivamente le molecole bersaglio, variandone l’impedenza e quindi favorendone l’espressione o l’inibizione. Ne derivano applicazioni antiossidanti, antinfiammatorie, antiedemigene e batteriostatiche.